E’ d’autunno che le tue parole…

15 Settembre 2018 by Alessandra Vettori

E’ d’autunno che le tue parole

d’Amore

tingono con i gialli delle querce,

con i rossi dei platani, dei ciliegi e degli aceri di monte,

con gli arancioni dei larici,

con gli ocra dei faggi,

con i marroni dei frassini, degli ontani e  dei carpini,

con l’oro dei castagni,

il soffio lieve dell’anima

memoria della vita

che s’addormenta,

che si fa carezzare

dal vento

del mio respiro.

E’ d’autunno che le tue parole

si vestono degli andamenti

ritmici dei miei pensieri

e l’istrice è un amico

che l’ansia del nutrimento

fa abbandonare gli aculei

nel campo rifugio

e tutto torna in un uguale

movimento e una loquace

trasformazione.

E’ d’autunno che il tuo gesto

si fa di nuovo profondo volere insonne

e tenti afferrare le mie ali,

ma la vita che sono disparisce,

tremula e vaga

cellula ancestrale

di Donna

unta di terra,

vuota di cielo.

Alessandra Vettori

Graal

01 Giugno 2018 by Alessandra Vettori

Passi indistinti

di Te nella notte

sento arrivare

e il giorno allora

ti viene incontro

e immune dal Kaos

- si è fatto vaccinare -

e la tua figura

di Angelo del silenzio

Beato

Angelo imprigionato nella Terra

lo vado a salvare,

in me

desta tutta la gioia

di cui è capace

la guarigione.

Alessandra Vettori

Le stelle di Elia

31 Gennaio 2018 by Alessandra Vettori

Nel cielo fervido di stelle

il chiarore dell’alba

mi sorprende

senza null’altro se non

zoccoli di legno

con i quali calpestare il selciato

lasciando indietro il rumore

scoppiettante di un focolare

o di un andare sordo sulla pietra.

Io t’aspetto cigno bianco del castello

per chiederti con ambizione

perché non hai padre

perché non hai madre

Alessandra Vettori

Guardava

05 Agosto 2017 by Alessandra Vettori

Nell’ombra di un angolo scuro,

guardava attonita e sola

di insonne e gioioso splendore

l’alba rampante e inattesa;

dopo una notte già lieta,

per me,

parlavo sommessa

col vecchio Templare

ed ecco,

scopriva il gioiello

cesellato di fede,

l’amico,

il calice

del fiore

benedetto.

Alessandra Vettori

Cascia (A Masaccio)

05 Agosto 2017 by Alessandra Vettori

Madonna rara

di singolare bellezza

t’affacci alla soglia dell’anima

e già in me diventi ricordo.

Masaccio ti amò sorridendo

e appena sortì dal pennello

l’espressione tua volitiva,

lucciole d’oro incantate

volarono sugli estivi campi,

riempirono l’aria di luce,

divennero per te manto.

Tu, Iside e Spirito Santo

abiti, umile, il luogo sacro

della Preghiera.

Cascia ti ospita, seria,

Donna dal volto solare,

cosmica, ritmica,

potenza d’amore stellare.

E quando guardo il tuo bimbo,

la rondine dell’infanzia mia

teneramente afferrando,

rileggo in tutta la forza

che penetra, ovunque, nel bosco,

la vitalità prorompente

del mio travagliato destino,

d’Amore vestito di giorno,

di notte silente ed assorto

e inseguo il tuo sguardo

insieme lontano e vicino,

al suolo sul quale cammino.

Così io ti sfioro

col pensare-intelletto

del cuore,

e tutto nell’anima mia

si tinge di calma.

Alessandra Vettori

Son nate le pietre preziose sulla Terra

01 Maggio 2017 by Alessandra Vettori

1. turchese, 2. ematite, 3. crisocolla, 4. occhio di tigre, 5. quarzo, 6. tormalina, 7. corniola, 8. pirite, 9. sugilite, 10. malachite, 11. quarzo rosa, 12. ossidiana “fiocchi di neve”, 13. rubino, 14. muschiata, 15. diaspro, 16. ametista, 17. calcedonio, 18. lapislazzuli.

Torno da adulta

in questo bosco sacro,

che mi vide bambina

e fra i roseti,

le erbe brillanti di verde

e di smeraldo,

ogni fiore o radice o foglia

o frutto se ti piace saperlo,

giocavano con me all’aria aperta,

simulando colori trasparenti

che si lodavano

nella densità

dello spazio terreno

raccogliendo dal tempo

dell’universo

le materie prime dei pianeti

e delle stelle e

di tutti gli altri corpi cosmici,

trasmutandosi

- incanto alchemico! -

nelle pietre preziose,

memorie di antiche età evolutive,

parole sottese delle Gerarchie celesti.

Ciascuna parola

si rapprende nella pietra:

i suoni sono le aure

dell’anima mia,

colma d’amore,

di sottile gioia.

Alessandra Vettori

Le cinque gemme cardinali dell’antichità (in ordine di lettura): diamante, zaffiro, rubino, berillo, ametista.

(da Wikipedia)

Io e il mio amico Goethe. Dedicata a mio figlio Tommaso

03 Aprile 2017 by Alessandra Vettori

E in un piccolo punto del pianeta

si ritrovarono come a uno strano  appuntamento

tutti gli esseri fatati delle fiabe.

Cominciarono a raccontarsi

storie delle quali erano protagonisti,

riempirono l’etere di fatti e parole,

ad ogni parola un fatto seguiva,

tutti coloro che le ascoltarono

- e non erano pochi, no, davvero -

si innamoravano di loro.

In questo modo tornò la moda

sulla Terra,

di vivere con fantasia.

A nessuno che credesse alla realtà

così com’era

venne in mente di prenderli in giro,

di far finta di niente

al loro ingresso novizio

nelle anime umane.

Rispetto ci fu

per queste storie

e per chi le impersonava.

Lo Spirito del linguaggio poetico

vinse l’ultima battaglia

e la liricità ebbe finalmente

i suoi proseliti.

Ah, Angeli del cielo!

Si fece avanti una fata:

temevamo d’esser state dimenticate,

ma il Ricordo è duro a morire

e nel nostro caso, fortunatamente,

non ci siamo dovute sacrificare

sull’altare dell’ottusità di molti.

Andiamo verso i monti

a rallegrarci di questa miracolosa

condizione che ci è capitata tra capo e collo,

dissero gli gnomi.

E se la diedero a gambe, giù per i boschi.

Allora anche noi salamandre,

faremo del fuoco un vivace calore d’amore….

Noi ondine ugualmente!

Salteremo giulive da ruscello a ruscello,

alcune di noi verso i torrenti,

altre, nei fiumi ci discioglieremo:

è il gioco da fare più bello che potessero donarci!

Risero le fanciulle eteree, d’acqua e di spume vestite.

Silfidi siamo e abbiamo capito che lo resteremo,

esclamarono felici in tutto quel guazzabuglio,

in cui la Natura di nuovo le aveva cacciate.

Siamo contente, perché nell’aria possiamo ancora volare!

Su, verso il cielo, si spostarono.

Io e il mio amico Goethe ci guardammo e ci sentimmo soddisfatti

di aver rimesso tutto quanto a posto.

Noi, che di fantasia ci nutrivamo.

Noi, che la poesia onoravamo.

Noi, che dal tempo dell’eterno,

nel tempo e nello spazio

un po’ sorridendo, un po’ parlando, un po’ poetando,

di nascosto danzavamo.

Alessandra Vettori

Il bimbo

13 Dicembre 2016 by Alessandra Vettori

Sto andando
e tu, tu non mi puoi fermare,
di morte si muore,
di vita si vive.
Sto andando e tu no, tu non mi puoi fermare,
lascerai che io vada,
a casa.
Li mi aspetta un bimbo
al quale ho regalato la mia assenza
al quale ho donato tutti i miei pensieri
al quale ho portato tutte le speranze,
al quale ho lasciato i miei sogni, che li trastullasse.
Sto andando e non mi guardo indietro,
solo,
immagino la scia della cometa,
il vuoto degli spazi siderali
e indago sul mio futuro di donna
solo adesso,
che non ho niente in mano.
Ecco, sento che rinasco,
abbandono i sorrisi ed i pianti, ormai lontani
quieta, m’immagino, fertile di stelle
di solitudine accesa,
dal volo degli angeli, rapita.

Alessandra Vettori

Soltanto un’ora ci separa

18 Settembre 2016 by Alessandra Vettori

Soltanto un’ora ci separa

e in questo viale di tempo autunnale,

le foglie scendono dagli alberi

facendosi strada vanitose

come dive del varietà passato.

Guardo i miei passi,

sembrano sul selciato ombre della luce,

rapprendo la corsa

in un ricettacolo che accoglie

tutti i silenzi risparmiati con tanto sudore.

Eguaglia il mio sguardo,

l’espressione mistica del tuo sorriso;

ammicca Autunno, lo spirito del sonno,

ritmando il succedersi dei giorni.

Tutto, nel giorno, va verso la notte:

stelle son cadute e hanno pianto

sul nostro corpo stanco, invecchiato,

spezzando il cordone ombelicale

che univa gli uomini agli Dei.

Cantai la notte, poi il giorno insonne,

dell’alba e dell’aurora debbo parlare,

ancora. E inseguo i fiori

che vogliono spuntare,

raggiare sui prati,

pei boschi e nelle valli,

i fiori di solarità vestiti,

i fiori,

d’insanità storditi,

risorti a nuovo,

come aliti e fili d’universo,

come soffici nuvole,

esercito del cielo,

in battaglia schierato.

Ecco la luce che si disfa

nel susseguirsi di colori,

sono azioni,

le vedo in movimento,

da pensieri fecondate,

azioni che seguono a pensieri,

altri pensieri vogliono

incontrarle.

Aspetteremo al canto del fuoco

l’arrivo dell’inverno, caro amore mio,

aspetteremo della castagna il tempo.

Alessandra Vettori

Alla Madre

08 Settembre 2016 by Alessandra Vettori

Sempre d’amore il vostro volto acceso,
Vergine Madre, bella e immacolata,
a noi guardate, d’ imperfetto aspetto,
rendendoci di angeliche sembianze,
dalla forza divina attraversàti,
rigenerati dal divino seme,
resi vivi. Mite e dolce sorriso,
di Grazia, Voi, Avvocata nostra,
di cielo, di tenue rosa delicato,
indulgete per noi, Stella di fede,
di splendore soave, d’armonia,
intesséte i ricami di colori,
fili diafani di memoria christica.
Vergine Madre e Figlia del giardino
antico e primo, di Sophia vestita,
risvegliate dell’usignolo il canto,
che culli dolcemente il bimbo vostro,
Che culli dolcemente il bimbo vostro.

Alessandra Vettori

Lippina - Filippo Lippi