Il Tempo

19 Maggio 2019 by Alessandra Vettori

Lo incontrai in una notte nebbiosa d’inverno,

era il Tempo e pensai:

adesso lo intervisto.

Gli chiedo da dove è venuto

e dove va.

La riflessione ritmico cardiaca

mi portò a considerare

che dove è spazio,

dove è situazione,

dove spesso è classificazione.

Oibò, per dirla a Palazzeschi,

poeta ironico, sovrano di empatia,

mi dissi:

no, non può essere questa

la tonalità della richiesta.

Riformulai:

Chi sei?

Sono un vecchio canuto,

mi rispose,

e un bambino appena nato

al tempo stesso.

E reincarnato,

eccomi in una nuova e bella forma.

Così mi vedo,

così a te,

mi svelo.

Perché ti sei legato alla mia vita?

Che vuoi da me?

Ti trovo

come un dono,

ma non so chi sia tuo padre

né chi ti abbia generato.

Svolgi il destino più profondo

che ti è proprio - aggiunse Lui

con un sorriso tenero -

guardalo scorrere,

avanti e indietro,

coloralo di solenne

e grave viola

(lo sapevi che fu un colore

e un divieto in uno strano secolo,

e ai pittori fu tolto il suo valore?

- ammiccò con sguardo

furbesco, come per allertarmi -),

aspetta, attendi, soppesa con rigore,

attiva il rossore

delle tue guance umane:

ecco, quanto ti è stato regalato,

trasformalo ancora

e lascialo andare per il mondo.

“Di fronte al Tempo,

siamo tutti figli dell’uomo” cit..

Alessandra Vettori

Jan Goassert (Mabuse),  Danae

Corolla

10 Maggio 2019 by Alessandra Vettori

cosmo

cosmo

Son socchiusi i tuoi occhi?

La Fata è passata da casa tua,

non ti ha trovato,

forse dormivi,

cara anima e amica mia.

Nel frattempo danzano le note,

attorno ai silenzi in cerchio, profetando,

cantano i tuoi dolori, le tue gioie,

il tuo vivere di baci e d’abbandono.

Son socchiusi i tuoi occhi?

Vedo

nel blu

dell’iride

cangiante

Soli Stelle Pianeti e Meteoriti,

ognuno abitato da inconosciuti Spiriti.

Il viaggio è cominciato,

di ala in ala

solchiamo i mari

azzurri

dei cieli.

Alessandra Vettori

Al mattino, le stelle

09 Aprile 2019 by Alessandra Vettori

Ritornano al mattino, assorte nella notte,

le stelle.

Io non sapevo davvero che farne,

nel ritmo diurno non le vedevo brillare,

perché nel giorno si sa,

il giallo non risalta.

Ebbi a dirti, non te lo ricordi?:

“la lira ha perso tutte le sue corde,

cantano gli usignoli e i cardellini,

cantano i poeti stanchi,

i bimbi nei cori di paese,

cantano le donne sole,

amanti di uno sposo,

cantano gli angeli nei cieli,

cantano i fiori e le raganelle

nei canneti paludosi

e le libellule cangianti

negli stagni

cantano la loro gioia,

facendo delle ali trasparenti

un inno sereno all’esistenza”.

Tu, ebbi a dirti, non te lo ricordi?:

aspetti sempre che sia io a cambiare,

pigro d’un uomo buono,

e il tuo riscatto inizia

dal tuo amore,

come primula,

come primula acerba

scuoti il viso al vento,

t’imbarazza il silenzio dell’inverno

e invano soffi sulla girandola,

al riparo delle streghe,

la soglia è aperta adesso, déstati.

Alessandra Vettori

La camera delle meraviglie

29 Gennaio 2019 by Alessandra Vettori

Ne ho sentito parlare da mio figlio

ieri sera

lui ha lo spirito germanico

e con un termine che non conoscevo

di quella bella lingua

ecco

mi ha svelato un arcano

che non conoscevo:

Wunderkammer,

il nome dell’insolito,

del bizzarro, dell’inconsueto,

dello strano,

e così via narrando.

Nella mia,

- Cabinet of curiosities -,

si trovano i pensieri

che fanno rinascere

il Cosmo in una stanza

nella quale mi avete

- ahi! -

confinata,

per il troppo affetto.

Sto organizzando

e in questo mi aiuta lo spirito Goethiano -

un bel museo a cielo aperto

e i ciceroni,

sono i miei sentimenti.

Aggiungo che

è anche un gabinetto filosofico,

dove danzano le mie creazioni,

fatte di volontà,

di volontà d’azione,

vestite ed abbellite.

Sono cose serie, oggi come oggi,

non sono cianfrusaglie, intendiamoci bene

su questo.

Le ho liberate dal carattere barocco

e le ho rese diafane come vetro,

luminose come alabastro,

variegate come diaspro.

Sono vere meraviglie, adesso.

È pronta la Festa?

Eccomi, d’un balzo

sono qui per voi,

a giocare.

Alessandra Vettori

Inverno

17 Gennaio 2019 by Alessandra Vettori

La neve discende anelata

sugli abeti che mi hanno vista bambina

e l’inverno del cuore

custodisce la pace

che non ha confini.

E’ un paese magico, questo,

e mentre m’attardo,

mentre rallento i passi

per scoprire le chimere, le fenici e i basilischi

che il bianco copriva,

canto, sulle note che risuonano

nel silenzio ovattato del bosco,

il ritorno di Kinduna,

abbracciando col mio sorriso

il suo soave volto.

Alessandra Vettori

E’ d’autunno che le tue parole…

15 Settembre 2018 by Alessandra Vettori

E’ d’autunno che le tue parole

d’Amore

tingono con i gialli delle querce,

con i rossi dei platani, dei ciliegi e degli aceri di monte,

con gli arancioni dei larici,

con gli ocra dei faggi,

con i marroni dei frassini, degli ontani e  dei carpini,

con l’oro dei castagni,

il soffio lieve dell’anima

memoria della vita

che s’addormenta,

che si fa carezzare

dal vento

del mio respiro.

E’ d’autunno che le tue parole

si vestono degli andamenti

ritmici dei miei pensieri

e l’istrice è un amico

che l’ansia del nutrimento

fa abbandonare gli aculei

nel campo rifugio

e tutto torna in un uguale

movimento e una loquace

trasformazione.

E’ d’autunno che il tuo gesto

si fa di nuovo profondo volere insonne

e tenti afferrare le mie ali,

ma la vita che sono disparisce,

tremula e vaga

cellula ancestrale

di Donna

unta di terra,

vuota di cielo.

Alessandra Vettori

Graal

01 Giugno 2018 by Alessandra Vettori

Passi indistinti

di Te nella notte

sento arrivare

e il giorno allora

ti viene incontro

e immune dal Kaos

- si è fatto vaccinare -

e la tua figura

di Angelo del silenzio

Beato

Angelo imprigionato nella Terra

lo vado a salvare,

in me

desta tutta la gioia

di cui è capace

la guarigione.

Alessandra Vettori

Le stelle di Elia

31 Gennaio 2018 by Alessandra Vettori

Nel cielo fervido di stelle

il chiarore dell’alba

mi sorprende

senza null’altro se non

zoccoli di legno

con i quali calpestare il selciato

lasciando indietro il rumore

scoppiettante di un focolare

o di un andare sordo sulla pietra.

Io t’aspetto cigno bianco del castello

per chiederti con ambizione

perché non hai padre

perché non hai madre

Alessandra Vettori

Guardava

05 Agosto 2017 by Alessandra Vettori

Nell’ombra di un angolo scuro,

guardava attonita e sola

di insonne e gioioso splendore

l’alba rampante e inattesa;

dopo una notte già lieta,

per me,

parlavo sommessa

col vecchio Templare

ed ecco,

scopriva il gioiello

cesellato di fede,

l’amico,

il calice

del fiore

benedetto.

Alessandra Vettori

Cascia (A Masaccio)

05 Agosto 2017 by Alessandra Vettori

Madonna rara

di singolare bellezza

t’affacci alla soglia dell’anima

e già in me diventi ricordo.

Masaccio ti amò sorridendo

e appena sortì dal pennello

l’espressione tua volitiva,

lucciole d’oro incantate

volarono sugli estivi campi,

riempirono l’aria di luce,

divennero per te manto.

Tu, Iside e Spirito Santo

abiti, umile, il luogo sacro

della Preghiera.

Cascia ti ospita, seria,

Donna dal volto solare,

cosmica, ritmica,

potenza d’amore stellare.

E quando guardo il tuo bimbo,

la rondine dell’infanzia mia

teneramente afferrando,

rileggo in tutta la forza

che penetra, ovunque, nel bosco,

la vitalità prorompente

del mio travagliato destino,

d’Amore vestito di giorno,

di notte silente ed assorto

e inseguo il tuo sguardo

insieme lontano e vicino,

al suolo sul quale cammino.

Così io ti sfioro

col pensare-intelletto

del cuore,

e tutto nell’anima mia

si tinge di calma.

Alessandra Vettori