Un giorno lontano nel Cosmo

19 Gennaio 2010 by Alessandra Vettori

Un giorno lontano nel Cosmo

il Dolore bussò alla porta dell’uomo

ed entrò per parlargli, solo per parlargli.

“- Non posso ospitarti, disse l’uomo imbronciato,

sarei ipocrita se ti dicessi mio amico -.

Non negherò che il Dolore ci rimase male

e si allontanò con le lacrime agli occhi,

vagando per terre e paesi

si domandava il motivo del suo isolamento.

Sapeva che gli uomini non conoscevano

le cause della sua esistenza.

E dunque, volle andare direttamente  dal suo Superiore,

che in quel caso riconobbe come Dio.

Dio lo stava aspettando da tempo.

“- Nessuno uomo mi ha dato rifugio;

tutti mi sfuggono…-”.

Dio lo guardò con amore e gli rispose:

“Non parlare di te stesso con gli Uomini,

proprio ancora non è consigliabile.

Alle domande per il momento non rispondere,

alle risposte non dare confidenza,

tu sei il Figlio dell’Amore

e questo deve bastare, per adesso,

a chi si pone come fine il fine

e dimentica, anzi oblia, volutamente,

l’Inizio”.

Allora il Dolore si sentì più felice

e su una pietra si mise  a meditare.

Eulalia Aulero

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2 Responses to “Un giorno lontano nel Cosmo”

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