Archive for Luglio, 2013

Sonetto disarmonico (A Sara)

20 Luglio 2013 by Alessandra Vettori

Sono stagioni autunnali viventi,
dopo le verdi primavere incedono
tu, ne temi fortemente i venti,
la vecchiezza e le rughe già t’inseguono.

Le foglie secche lasciano morenti
(in apparenti geometrie che ledono
quasi il suolo) le cuspidi silenti
dei pioppi, che albe sui tetti stendono.

Sogni di vegetale architettura
e disdegni le nevi di Sigfrido
di mezzanotte il Sole allontanando:

l’età per la quale cerchi la [...]

Gli antichi amici

15 Luglio 2013 by Alessandra Vettori

Guardo le stelle
imagini di vita
si staccano da me
e riconosco,
finalmente,
quanto devo
per colore e per pienezza
agli antichi amici
che un dì abitarono il mondo.
Quanta gratitudine
per il loro accompagnarmi
lungo il filo positivo della storia.
E come me,
miliardi di umani
dovrebbero ringraziarli.
C’è un modo per riprendere
il tempo perduto:
ad ogni apparire naturale,
restituire volontà di Spirito,
contemplando l’eterno fluire,
grazie al tempo e allo spazio
resi cari,
dell’atto [...]

Doppio arcobaleno

10 Luglio 2013 by Alessandra Vettori

Camminavamo insieme nei boschi
vellutati argentei corteggiati dal vento,
quand’ecco, l’acqua aveva cancellato
i timidi riverberi del sole,
giacevano inesplorati
i grigi plumbei del cielo,
nuvole meteorologicamente
orfane di padre e di madre,
classificabili con difficoltà.
Un azzurro sconosciuto ai Greci,
compagno del ceruleo e del celeste,
sbirciava birichino nell’aria.
Pensavamo fosse apparsa
soltanto una porta sui colori
dell’arco misterico.
Invece erano due.
Sembravano parlare
ai contemporanei
e dire indirettamente
che lo spazio e [...]

Il ritorno dei Magi

04 Luglio 2013 by Alessandra Vettori

Ero guardata a vista,
volevano sapere tutto quanto
ti avrei detto.
Cosa pensavo,
come ti amavo,
cosa sentivo,
cosa volevo.
Non potendo guardare le mie onde
cerebrali
forse ipotizzavano
di fermarmi in un altro modo.
Ecco le umiliazioni, le indifferenze letali,
i risolini sgraziati,
le occhiate giudicanti.
Io però ti amavo
sopra ogni cosa,
tutto ti avevo dato
ma non era ancora abbastanza.
Alla fine le mie attenzioni
sembravano patologiche sensazioni
da idealista,
a quanto dicevano.
Insospettabile [...]